• Ivana Ioppolo

Lee Miller Penrose. Una vita in guerra

Potrebbe essere l'intreccio narrativo di un romanzo ed è invece l'incredibile storia di una donna che ha scelto da che parte stare e di utilizzare l'obiettivo come strumento espressivo. Lee, all'anagrafe Elizabeth, nasce nel 1907 nello stato di New York da genitori di origine europea. All'età di sette anni subisce una violenza sessuale quando la madre è ricoverata in ospedale e lei è affidata ad amici di famiglia.


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Le dinamiche dell'accaduto non sono mai state rese note e non è stata sporta denuncia. In quello stesso anno il padre, Theodore, appassionato di fotografia, la ritrae nuda sulla neve in uno scatto che titolerà Mattina di dicembre, in omaggio all'opera di Paul Chabras, Mattinata settembrina, nota alla cronaca per il gran clamore suscitato dall'elevata tensione erotica dell'immagine raffigurata. Questa coincidenza getta ombra sul rapporto che lega padre e figlia ma nessuna dichiarazione, neanche dei discendenti e postuma, avvalora la tesi dell'incesto.





Frequenta l'Accademia di belle arti di Parigi e la Art Students League di New York. Un altro incidente segnerà ancora la sua strada: una macchina in corsa a Manhattan per poco non la investe e il peggio è scongiurato dall'intervento di un passante che la trattiene, impedendole di venire travolta. Oltre a salvarle la vita, Condé Nast, editore di Vanity Fair e Vogue, gliela stravolge. Inizia così la vita di Lee sulle passerelle e al di là dell'obiettivo, immortalata in tutta la sua eleganza e bellezza. Mentre cresce la sua fama e decolla la sua carriera da modella, Lee dimostra però molto più interesse per le tecniche utilizzate dagli eminenti fotografi che la ritraggono.


I colori di Nickolas Muray - noto per le sue tecniche innovative in ambito pubblicitario e per la passionale storia d'amore con Frida Kalho - lo sguardo attento e curioso di Edward Steichen - noto pittorialista autore del più celebre ritratto di Greta Garbo pubblicato sulla rivista Life e della foto The pound moonlight pagata all'asta nel 2006 ad un prezzo record - hanno contribuito alla scelta di Lee Miller di passare dall'altra parte dell'obiettivo: non sarebbe stata più il soggetto di altri, avrebbe mostrato lei al mondo l'immagine della sua complessità, delle sue bellezze e delle aberrazioni.


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Nel 1929 Lee è a Parigi, ha scelto Man Ray come maestro anche se lui ancora non lo sa. Suo malgrado, il fotografo surrealista si ritrova una allieva non cercata, una amante e una musa desiderata. Insieme realizzarono foto su commissione per committenti importanti ma soprattutto sperimentano tecniche fotografiche come la solarizzazione ovvero il processo noto come effetto Sabatier, realizzato in camera oscura attraverso una sequenza di passaggi per ottenere immagini sovraesposte e con una parziale inversione tonale.


Nel 1932 Lee torna a New York e apre il suo studio. L'anno successivo espone le sue opere in quella che sarà l'unica mostra nella sua carriera. Sono anni di molteplici lavori commissionati, ritratti per il cinema e per alcuni personaggi famosi. Ma ancora una volta il destino stravolge i piani della fotografa. Si innamora di nuovo e questa volta parte per il Cairo. Ed è lì che realizza le sue opere surrealiste più note e brillanti: Portrait of space è considerata una delle sue opere migliori.


Il viaggio di Lee è appena cominciato e come un giro di valzer, abbandona l'Africa per tornare in Europa dove, ancora a Parigi, incontra il suo futuro sposo, il curatore d'arte britannico Roland Penrose. Gli anni '30 volgono al termine e si comincia a respirare aria di guerra ma Lee ha ancora il tempo di visitare in lungo e in largo l'Europa, frequentare artisti, poeti del calibro di Pablo Picasso, Dora Maar, Paul Eluard, Man Ray, Eileen Agar.


Ancora una volta il tumulto ha il sopravvento nell'esistenza di Lee e tra il 1939 e il 1945, Miller fa parte del London War Correspondents Corp, riconosciuta come corrispondente di guerra per Vogue anche dall'esercito degli Stati Uniti. Importantissimi documenti fotografici portano la sua firma: l'utilizzo di napalm a Saint Malò, la liberazione di Parigi, l'orrore dei campi di concentramento nazisti di Buchenwald e Dachau. In questi anni collabora con David Scherman, fotografo della rivista Life. Molto noto è il suo scatto in cui immortala Lee immersa nella vasca da bagno in una casa appartenuta ad Adolf Hitler a Monaco di Baviera. Gli scarponi posti davanti la vasca sono ancora sporchi del fango di Dachau, di lì a poco il Führer capitolerà.


Finita la guerra, Lee Miller continua a fotografare le conseguenze nefaste della guerra: i mutilati, gli orfani e il lento ritorno alla normalità. Si occupa anche di moda e celebrità ancora per Vogue.

L'orrore della guerra lascia segni indelebili sulla pelle della fotografa tanto da causarle disturbi depressivi che determinano anche un abuso sistematico di sostanze alcoliche. Nel 1947 nasce il suo unico figlio e la sua attività di reporter e fotografa piano piano rallenta fino ad interrompersi del tutto. Si reinventa come cuoca surrealista ed è autrice di rubriche culinarie su riviste e giornali. Farley Farm, oltre che la sua abitazione nell'East Sussex, diventa luogo di incontro per gli artisti con cui Lee ha percorso un tratto di strada lungo la sua carriera e la sua vita privata. E sono il soggetto dell'ultimo suo lavoro pubblicato in vita: Working guests, 1953, racconta dei laboriosi ospiti che estirpano erbacce dal suo giardino e danno da mangiare agli animali mentre lei si riposa.


L'ombra dello spionaggio per conto dell'Unione Sovietica ha fatto istruire una indagine a suo carico ma i servizi segreti britannici non hanno mai formalizzato nessuna accusa.

E forse sarebbe stato questo l'epilogo del romanzo, se davvero lo fosse stato, invece di essere la vita di una donna che ha attraversato il novecento e lo ha interpretato con tutta la carica emotiva e il tumulto interiore, volendo ardentemente prendere a morsi la vita pur accettandone i rischi, guardando con uno sguardo sognante e irriverente il futuro. A noi restano le tracce impresse sulla pellicola di quello sguardo, mai sazio, sempre sorprendente.

Libri suggeriti con link Amazon in ITALIANO:

The lives of Lee Miller

Lee Miller's war: photographer and correspondent with the Allies in Europe

The home of the surrealists: Lee Miller, Roland Penrose, and their circle at Farley Farm

Surrealist women: an international anthology


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